Liberalismo Whig

visto da Tullio Pascoli

BREXIT O BREXIN

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BREXIT O BREXIN: ovvero Dentro o Fuori dall’U.E.?

Dopo circa tre settimane, le discussioni sui risultati emersi dal referendum di BREXIT o “BREXIN” (fuori o dentro l’U.E.) continuano ad accumularsi le numerose contrastanti interpretazioni che non sembrano  esaurirsi; infatti, c’è chi sostiene che è un bene per l’Europa ed un male per il Regno Unito e c’è chi scommetterebbe sull’esatto opposto. Quale sarà la realtà, probabilmente, lo rivelerà l’incerto futuro, anche se io sono convinto che non sia nessun guadagno per entrambe le due parti. Continua »

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L’ULTIMO MILIARDO di Paul Collier (Recensione)

Pedagogica lettura che illumina in maniera eloquente le tangibili ragioni della triste esistenza delle ultime sacche di povertà e di sottosviluppo che il mondo, con immenso rammarico non può ignorare; e, nonostante siano ancora in molti a sostenere il contrario, ossia che la vita nel mondo, per la maggior parte dell’umanità stia peggiorando, l’autore spiega in modo molto chiaro come per quattro quinti dell’ umanità le condizioni di vita siano, di fatto, migliorate e continuano a migliorare, grazie ai modelli che proporzionano opportunità alle iniziative degli individui più capaci ed intraprendenti. Continua »

DELLA TOLLERANZA

SAGGI SULLA TOLLERANZA di Alfred Ayer, Maurice Cranston, Gerard Fitt, F.A. von Hayek, Karl Popper, Leslie George Scarman, Helen Mary Warnock.

Lezioni di Democrazia Liberale

Raccolta di brevi saggi sulla tolleranza, tutti a modo loro interessanti ecco alcuni commentari primo fra tutti  quello di Popper, uno dei più importanti pensatori che hanno dedicato molte pagine in diverse opere al tema. Qui egli osserva fra l’altro come la tolleranza dev’essere sempre reciproca e che essa cessa nel momento in cui, una delle parti ricorre alla violenza.  Ammette pure di aver sbagliato, quando nella sua tarda adolescenza, per qualche settimana, aveva ingenuamente creduto nella tolleranza da parte del modello socialista, dovendosi ricredere prontamente. Del resto, con il suo capolavoro LA SOCIETÀ APERTA E I SUOI NEMICI, spiega in maniera oltremodo eloquente ciò che distingue il modello che contempla le libertà  individuali in rapporto a  quello del potere assoluto e centralizzato, quale quello collettivista. Non per niente, anche in queste poche pagine, considera il sistema migliore che al mondo sia mai stato vissuto fino ad oggi quello della nostra società aperta. Aggiunge, inoltre, che non è così importante il fatto che alcuni siano ricchi ed altri no; non bisogna dimenticare che molti di loro dedicano parte del loro patrimonio finanziando eventi, organizzazioni ed istituti di ricerca. Continua »

STATO PADRONE di Antonio Martino (Recensione)

Dipendenza o Libertà

Il nostro Paese è stato talmente condizionato dalla paternalistica tutela da parte di un presunto provvidenziale potere politico, al punto in cui, purtroppo, si è consolidato il concetto secondo il quale compete proprio al potere pubblico, cioè allo Stato, occuparsi di gran parte dei nostri bisogni e particolarmente dei servizi e non solo, ma anche  - se non soprattutto – anche della più competente gestione economica nei confronti della collettività e dell’individuo. Eppure, è noto come nessuno meglio delle nostre consorti o delle nostre mamme gestiscono le nostre economie domestiche, perché sanno fin troppo bene ciò che possiamo e ciò che non dobbiamo spendere o addirittura sprecare. Continua »

ONESTÀ E COERENZA

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L’UOMO IN RIVOLTA di Albert Camus (Recensione)

Rivoluzioni ed Ambiguità

Albert Camus, è un marxista convinto e come tale partecipa alle battaglie in difesa del collettivismo; così, si arruola come volontario alla resistenza nella guerra civile spagnola fra le file dei repubblicani contro i nazionalisti del Generalissimo Franco. È un attento osservatore e non si lascia ingannare dalla retorica né dalla dottrina, perciò, non sacrifica il proprio senso critico e ciò gli permette di notare ben presto pragmaticamente che qualcosa nella militanza dogmatica di quel regime non quadra; infatti, l’applicazione di quel modello marxista e l’anarchia che vi regna espongono i propri fianchi deboli, mostrando l’evidenza di quanto il modello sia incoerente ed in maniera palese del tutto disumano. Continua »

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L’Epilogo del Nuovo Socialismo Latinoamericano.

Mentre l’ultimo baluardo del tentativo socializzante sudamericano, dopo tredici anni di insolente populismo, ecco che esso si sta sfasciando in un mare di fango – per non dire altro – in un ordine di corruzione dalle dimensioni mai vista in alcun Paese al mondo, al punto di riuscire a rovinare la più importante e prestigiosa società brasiliana - PETROBRAS – e fra le prime produttrici di petrolio del pianeta. Alla fine, dunque,  anche in Brasile si conferma la generalizzata tendenza del fallimento delle politiche populiste che con le rispettive demagogiche distribuzioni di sussidi, oltre ai pericoli di imporre la cosiddetta democrazia diretta, ricorrendo come prima misura alla censura dei liberi media, quando i suoi fautori inneggiavano alla nascita di un nuovo modello collettivista – più versatile, ma altrettanto perverso della declinata originale versione -, incuranti della storia reale, drammaticamente, conclusasi sotto le macerie del muro della vergogna di Berlino; ed ora, sorprendentemente, ci si imbatte in chi ancora non ha imparato molto dalle lezioni che l’empirica storia ha proporzionato al mondo intero. Continua »

LA NUOVA SCHIAVITÙ

GLI AFRICANI SALVERANNO L’ITALIA di Antonello Mangano (Recensione)

Ribellione a sfruttamento e discriminazione.

Avevo scelto questa lettura fortemente incentivato dallo stimolante e singolare metaforico titolo, ma certamente senza partire dalle stesse identiche premesse a cui l’autore si riferisse, bensì pensando piuttosto ad ulteriori altrettanto importanti contributi che le  - per troppi - indesiderate “invasioni” degli immigranti ci proporzionano; e non solo con il loro sovente alquanto ingrato lavoro, accettando di svolgere, il più delle volte, mansioni che gli accomodati nostrani ormai credono di potersi permettere di declinare, giacché preferiscono starsene magari con indifferenza in casa a carico dei loro genitori, mentre gli spesso malvisti allogeni  ci possono concretamente dare un loro altrettanto valido concorso anche – se non soprattutto – compensando gli inquietanti bassissimi indici di natalità che in maniera particolare affronta il nostro, Paese in netto declino demografico, come del resto avviene pure in altri Paesi dell’Europa. Continua »

Esperanto o Deformazione?

Ho letto con enorme interesse ed uguale soddisfazione l’illuminante protesta con l’oltremodo pertinente articolo dell’autore Sàntolo Cannavale, dal titolo

IN DIFESA DELLA LINGUA ITALIANA

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Infatti, questo è un assunto che diversi anni fa io stesso avevo trattato sul sito www.legnostorto.com esprimendo il mio rammarico per il modo in cui la nostra bellissima lingua veniva già allora maltrattata; e trascorsi alcuni anni, purtroppo, mi sembra che si debba riconoscere come non solo le cose non siano migliorate, ma al contrario, sembrerebbe che ci stiamo rassegnando ad una specie di indigesta “bastardizzazione” capace di trasformare la bella lingua del sublime Poeta in un linguaggio che sempre più si avvicina ad una forma di mediocre Esperanto male riuscito… Pertanto, dal momento che condivido perfettamente i suoi argomenti, desidero manifestare qui pubblicamente la mia più sincera solidarietà con il seguente commentario: Continua »

FEDERALISMO TRADITO

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IL MANIFESTO DI VENTOTENE di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi (Recensione)

L’Europa di pochi…

Nato e cresciuto non lontano dai confini del nostro caro Paese, convivendo intimamente con due culture totalmente distinte, comunicando con i parenti in una lingua, praticandone un’altra in famiglia, ho sempre coltivato l’idea che le differenze etniche, linguistiche e di identità – al pari delle differenze genetiche – che ci distinguono, non sono ostacoli capaci di dividerci in confronti antagonistici, bensì particolari caratteristiche che dovrebbero costituire, invece, utili punti d’incontro fra diversi che ci possono, al contrario, unire e che, se proprio non ci completano, almeno, aggiungono reciprocamente valore e, pertanto, nella misura in cui assimiliamo o trasferiamo parte di tali proprietà, ci possono rendere sicuramente più ricchi; infatti, il patrimonio più importante che un individuo – e di riflesso la comunità – possiede è la conoscenza che, in un circolo virtuoso aumenta e valorizza ulteriormente le stesse diversità; è quello che i liberali chiamano “Capitale Umano”. Continua »

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IL GRANDE TERRORE di Robert Conquest (Recensione)

Le imperdonabili Omissioni degli Orfani Indottrinati

Tragica cronaca di 778 pagine di impietosi orrori sistematicamente  elencati e cronologicamente descritti; compendio di drammatici avvenimenti, di tragici lutti, di faziose persecuzioni, di implacabili vendette, di false accuse, di confessioni estorte sotto lunga straziante tortura; di dolorose sevizie fisiche e mentali; di vili ricatti e meschine minacce di ritorsioni contro i propri più prossimi membri di famiglia in cui solo pochissimi resistevano. Il tutto cinicamente organizzato dal Grande Fratello, ovvero dal Capo dei Maiali- per rievocare le definizioni che George Orwell ha riservato al satrapo di Stalin in due delle sue magnifiche quanto celebri opere: quelle del fantascientifico 1984 e della favola LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

Non c’è da meravigliarsi se il grande autore britannico – di sincera fede socialista -, dopo aver combattuto con i repubblicani durante la guerra civile in Spagna, già colpito dall’intollerante fanatismo anarchico che regnava in quel modello politico, recatosi in Unione Sovietica per, finalmente, trovare l’autentica realizzazione del Paradiso del Proletariato, rimane ancora più deluso dal regime totalitario che governava in maniera del tutto surreale. Infatti, se confrontata agli abusi perpetrati dagli esaltati comunisti e dai settari anarchici della Spagna repubblicana, nell’Unione Sovietica troverà una realtà ancora più devastante, quella di uno stato inquisitorio perverso, arbitrario e dispotico più estremo, dunque, infinitamente peggiore. Continua »

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