Liberalismo Whig

visto da Tullio Pascoli

Archivi gennaio de 2013

LA LEZIONE DI PARETO

E LA NUOVA  MINACCIA

TRASFORMAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

di Vilfredo Pareto (recensione)

Pubblicato pure su www.politicamagazine.info

La lettura di questo saggio, mi sembra particolarmente utile in questi tempi, infatti, può servire da lezione ed ancora meglio da ammonimento visto che nuvole oscure di non buon presagio si stanno avvicinando nel cielo del Bel Paese… e nessuno può predire ciò che ci possiamo attendere  da questo nostro confuso quadro politico del momento, favorevole solo ai demagogici strilloni populisti di piantone.

Con questo saggio – anche se un po’ datato – scritto poco tempo prima che il fascismo assumesse il potere in Italia, Pareto ci può giustamente fornire buone spiegazioni delle ragioni che hanno prima generato il clima favorevole, poi accolto i reazionari sotto uno scroscio di applausi da parte del pubblico italiano – e non solo – stanco del disordine che al termine della Prima Guerra Mondiale regnava in Italia, ma che si stava diffondendo un po’ in tutta l’Europa, quando la gente assisteva impotente e spaventata all’aggressività ed alle incursioni della sinistra, energicamente stimolata ed incoraggiata dalla rivoluzione bolscevica, mentre mediocri governi, svigoriti anche da un’economia in forte crisi, avevano perso tanta autorità quanta prepotenza, esibivano i sindacati con una parte dei loro tracotanti attivisti indottrinati. (continua…)

FERMARE IL DECLINO

VANA SPERANZA?

Pubblicato pure su www.politicamagazine.it

La mia visione del quadro politico italiano, dopo alcuni decenni all’estero, è cambiata poco, nonostante le burrasche prodotte dagli interminabili scandali e le conseguenti teatrali misure intraprese dai “giustizialisti” di piantone. Non lo nego, anzi, ammetto di essere deluso pure dalle promesse non mantenute da chi aveva le carte in regola per realizzare le riforme ed avviare l’Italia verso la modernità, ma non ha saputo o voluto portarle a termine.

Mi considero un po’ privilegiato perché vedo l’Italia da un’altra prospettiva; così, da fuori, continuo ad osservare il mio caro ed invecchiato, ma ancora immaturo Paese dall’esterno e mio malgrado, ad ogni anno che passa ho maggiori difficoltà a riconoscermi con la mia stessa Patria che visito regolarmente più volte all’anno, ma dalla quale riparto volentieri, con l’amaro in bocca, per il disgusto che provo da ciò che vedo. Infatti, noto che cambia molto per rimanere sempre quella: un Paese che si modernizza superficialmente, ma in sostanza, mantenendo tutto ciò che invece dovrebbe cambiare; ormai è un Paese che si avvia fatalmente verso un vicolo cieco: quello del declino. (continua…)

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