Liberalismo Whig

visto da Tullio Pascoli

FEDERALISMO TRADITO

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IL MANIFESTO DI VENTOTENE di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi (Recensione)

L’Europa di pochi…

Nato e cresciuto non lontano dai confini del nostro caro Paese, convivendo intimamente con due culture totalmente distinte, comunicando con i parenti in una lingua, praticandone un’altra in famiglia, ho sempre coltivato l’idea che le differenze etniche, linguistiche e di identità – al pari delle differenze genetiche – che ci distinguono, non sono ostacoli capaci di dividerci in confronti antagonistici, bensì particolari caratteristiche che dovrebbero costituire, invece, utili punti d’incontro fra diversi che ci possono, al contrario, unire e che, se proprio non ci completano, almeno, aggiungono reciprocamente valore e, pertanto, nella misura in cui assimiliamo o trasferiamo parte di tali proprietà, ci possono rendere sicuramente più ricchi; infatti, il patrimonio più importante che un individuo – e di riflesso la comunità – possiede è la conoscenza che, in un circolo virtuoso aumenta e valorizza ulteriormente le stesse diversità; è quello che i liberali chiamano “Capitale Umano”. Continua »

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IL GRANDE TERRORE di Robert Conquest (Recensione)

Le imperdonabili Omissioni degli Orfani Indottrinati

Tragica cronaca di 778 pagine di impietosi orrori sistematicamente  elencati e cronologicamente descritti; compendio di drammatici avvenimenti, di tragici lutti, di faziose persecuzioni, di implacabili vendette, di false accuse, di confessioni estorte sotto lunga straziante tortura; di dolorose sevizie fisiche e mentali; di vili ricatti e meschine minacce di ritorsioni contro i propri più prossimi membri di famiglia in cui solo pochissimi resistevano. Il tutto cinicamente organizzato dal Grande Fratello, ovvero dal Capo dei Maiali- per rievocare le definizioni che George Orwell ha riservato al satrapo di Stalin in due delle sue magnifiche quanto celebri opere: quelle del fantascientifico 1984 e della favola LA FATTORIA DEGLI ANIMALI.

Non c’è da meravigliarsi se il grande autore britannico – di sincera fede socialista -, dopo aver combattuto con i repubblicani durante la guerra civile in Spagna, già colpito dall’intollerante fanatismo anarchico che regnava in quel modello politico, recatosi in Unione Sovietica per, finalmente, trovare l’autentica realizzazione del Paradiso del Proletariato, rimane ancora più deluso dal regime totalitario che governava in maniera del tutto surreale. Infatti, se confrontata agli abusi perpetrati dagli esaltati comunisti e dai settari anarchici della Spagna repubblicana, nell’Unione Sovietica troverà una realtà ancora più devastante, quella di uno stato inquisitorio perverso, arbitrario e dispotico più estremo, dunque, infinitamente peggiore. Continua »

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I SETTE PECCATI DEL CAPITALEdi Tito Tettamanti (Recensione)

La virtù di chi genera ricchezza da distribuire.

I soliti sostenitori della dottrina anticapitalista, come pure gli ostinati seguaci della nuova religione – così l’ha definita Vaclav Klaus nel suo ottimo saggio PIANETA BLU E NON VERDE –, ovvero gli orfani del fallimentare collettivismo che, in qualche modo, tentano di dare ulteriore sopravvivenza ai loro utopici dogmi, cavalcando istericamente l’onda dell’ambientalismo, partono sempre dal fallace assioma secondo il quale gli eventi sul nostro pianeta  si presenterebbero in maniera statica e non sarebbero dinamici e mutevoli come avviene con gli stessi fenomeni climatici. Dunque, a sentir loro, tutto si svolgerebbe in funzione di un presente noto, prevedibile ed immobile, a prescindere da ciò che possa avvenire. Perciò, il processo evolutivo seguirebbe solo le vie secondo i principi che essi stessi, dotati dalle loro presunte profetiche doti interpretative. Infatti, con la pretesa di possedere la virtù di saper indovinare e prevedere l’avvenire, possono indicare soluzioni, imponendo soggettive verità rivelate. Continua »

LA GRANDE TRAGEDIA

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COMUNISMO - di Richard Pipes (Recensione)

Cronaca dell’Utopia del XX Secolo

Richard Pipes è uno dei più qualificati storiografi a fornire al mondo un ricchissimo mosaico degli avvenimenti storici della Russia; infatti, avendo pubblicato una ventina di libri per descriverne le origini, le conseguenze ed il passato di una delle più dolorose illusioni che hanno segnato il tragico esperimento collettivista del secolo scorso, egli ha saputo sconfessare il Socialismo quando un enorme numero di intellettuali indottrinati lo difendevano a costo di mostrarsi ambigui.

Nato in Polonia, appena i Nazisti avevano invaso il Paese, riesce a fuggire con i genitori; trascorrono sei mesi in Italia, quando il Fascismo stava per entrare in guerra con Hitler ed allora si appellano agli Stati Uniti, ottenendo il permesso per stabilirvisi; qui dedicherà tutta la sua vita all’insegnamento della storia russa ed attualmente è docente emerito presso l’Università di Harvard. Pochi autori come lui sono riusciti  proporzionare una radiografia così ampia e completa, partendo già dalla Russia zarista per giungere fino alla capitolazione della presunta società egualitaria; infatti, descrive come e perché del successo della Rivoluzione Bolscevica, e ciò che ne è seguito con delitti, intrighi politici e gli inevitabili fallimenti economici. Continua »

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ELEZIONI PRESIDENZIALI ARGENTINE

Il Riscatto di una Nazione

Che gli Argentini, ormai stanchi della disastrosa gestione Kirchner, ansiosi di indicare una nuova direzione alla propria politica con il proprio voto, era già più che evidente; infatti, già al primo turno delle elezioni presidenziali svoltesi il 25 Ottobre, le tendenze mostravano chiaramente un evidente desiderio di cambiamento. Non per niente, non solo le candidature del liberale Mauricio Macri e di Sergio Massa, fondatore del Frente Renovador – già da tempo in dichiarato dissenso con la Kirchner -, hanno insieme sommato 50% delle preferenze in più del candidato del Governo uscente, ma perfino lo stesso Daniel Scioli rappresentante della “Presidenta”  aveva in modo chiaro optato per un poco dissimulato discorso indipendente nei confronti della poco amata attuale governante che per difendersi dalle critiche della stampa aveva perfino monopolizzato la produzione della carta destinata ai giornali dell’opposizione. Continua »

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3 NEW DEAL di Wolfgang Schivelbusch (Recensione)

Sinistri e Destri accumunati.

Per i soliti simpatizzanti degli interventi pubblici nell’economia, la nota onda riformatrice del presunto virtuoso New Deal, a suo tempo, imposta negli Stati Uniti dal presidente Franklin Delano Roosevelt, sono ancora oggi considerati un utile esempio che la politica statalista dovrebbe seguire. Il poco ortodosso personaggio, invece, con quelle sue astratte misure, più retoriche che pragmatiche, lungi dal correggere le vere cause della crisi, invece di sanare gli effetti della Grande Depressione, impressionato dalle allora controverse trasformazioni e tendenze in corso in Europa – per le quali egli aveva nutrito un entusiasmo per niente celato -, non aveva fatto altro che condizionare ulteriormente la già depressa economia americana.

Lo fanno notare, fra gli altri, diversi importanti economisti che in distinte analisi hanno concluso che con quelle iniziative, amministrando al male un rimedio sbagliato, invece di ricorrere agli antidoti più adeguati, aveva solo allungato la difficile “convalescenza” della grave crisi che si era formata durante la gestione del suo predecessore e che poi si era allargata praticamente al mondo intero. Continua »

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ELOGIO DELLA GLOBALIZZAZIONE di Jagdish Baghwati (Recensione)

L’autore indiano di questo illuminante saggio è uno dei più prestigiosi economisti del nostro tempo; già accademico presso l’importante Università americana MIT (Massachusetts Institute of Technology), è altrettanto noto per le sue intransigenti posizioni favorevoli al libero commercio ed è conseguentemente pure un determinato oppositore dei protezionismi e contrario ai modelli economici che certi governi adottano, per aver egli stesso conosciuto dal vivo gli errori commessi da governanti come Indira Gandhi che nella sua poco costruttiva amministrazione ha oltremodo ritardato lo sviluppo del proprio Paese, ricorrendo alle sue notorie politiche autarchiche dalle quali l’India si sta riprendendo solo in questi ultimi anni di lente liberalizzazioni dell’economia, quando questo gigante asiatico è anche uno dei più ricchi Paesi in materia di risorse di capitale umano. Continua »

LA VITA PROIBITA DEI PAPI di Claudio Rendina (Recensione)

Come la Chiesa ci ha condizionati…

Che “l’abito non fa il monaco” è una di quelle consumate constatazioni che si apprendono già dalla singolare saggezza popolare dalla quale poi derivano quei paradigmatici proverbi tramandati da una generazione all’altra e che poi integrano la nostra cultura. Pertanto, non c’è da meravigliarsi se si conclude che i religiosi in generale ed i papi in particolare, non si sono sempre comportati da autentici santi; altra verità, questa, che oltre dal nostro Divino Poeta ci viene confermata anche, o soprattutto, dai molti eventi della storia stessa. In fondo, si tratta pur sempre di semplici esseri umani soggetti, pure loro ad errare.

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GENESI DI UN DECLINO

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LE PAURE DEGLI ITALIANI - di Valerio Castronovo (Recensione)

Quando la politica inibisce il progresso

Ottima lettura di poco più di 150 pagine – incluse le note -, ma molto attuale pur essendo pubblicata nel 2004, quando già vi si anticipava l’ andazzo a cui il nostro caro, povero ed ignaro Popolo si stava ormai avviando.

Valerio Castronovo è un autore apprezzato e competente studioso di storia e, contrariamente a molti dei nostri sinistri teorici, è guidato dalla sua utile visione cosmopolita ed offre, in modo particolare,  un variegato mosaico degli eventi economici ai quali ha dedicato distinte opere, anche tradotte in diverse lingue. Qui, egli analizza brevemente i percorsi che hanno condotto il nostro Paese che, partendo da una positiva evoluzione di relativo benessere, verso ad una posizione degenerativa di palese sconforto e che oggi, purtroppo, conferma ahimè tutta la durezza di una decadenza diventata ormai cronica. Continua »

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Contro una certa retorica spicciola

Sembra che ormai qualcuno in giro per i diversi motori del WEB, guidato da un incurabile endemico provincialismo – che è anche tipico del nostro caro Paese -, si stia sbizzarrendo in una superficiale specie di canto del cigno, sforzandosi ad osannare regimi, – a dir poco – di scarsa vocazione democratica, per non definirli assolutamente dispotici e palesemente illiberali; infatti, non esitano ad applicare veri metodi tirannici nel vano tentativo di sperimentare nuove variazioni del socialismo altrettanto effimere, adottando duri metodi autoritari repressivi e rinchiudono, in carcere non solo dimostranti che conclamano i propri diritti alle confiscate libertà, ma addirittura anche gli scomodi rappresentanti politici dell’opposizione legittimamente eletti che si appellano alla democrazia. Continua »

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